Chiusura di Megaupoload e Megavideo. Film in streaming e pirateria: colpa delle major ?

Con la recente notizia della chiusura del sito Megaupload, e di molti altri siti simili da dove si possono scaricare file come film e album musicali, e dove si possono vedere film in streaming, la questione della pirateria è tornata alla ribalta. Ma di chi è la colpa, davvero ? Forse delle major stesse. Vediamo perchè. Siti di condivisione audiovisivi come Youtube, Megaupoload e Megavideo, TNTVillage, Il Galeone, ThePirateBay e altri, agiscono contro le case discografiche e cinematografiche, con enormi perdite da parte loro. Un film hollywoodiano, oggi, arriva a costare da 100 ai 300 MILIONI di dollari e DEVE quindi incassare abbastanza da essere un buon investimento. Secondo le major, la pirateria ha portato ad aumentare scandalosamente i biglietti del cinema (in italia al multisala si arriva anche a superare i 10 euro, a seconda dei luoghi). Stessa cosa per i dvd, venduti a prezzi talvolta inarrivabili: 20 o 30 euro per un film che, dopo pochi anni, ritrovi nei cestoni tra i 4 e i 9 euro (e sembra quasi una presa in giro). Tanto più che molti titoli di film non si riescono più a trovarre in vendita, dopo meno di un decennio, ma spesso si trovano solo a noleggio (quindi i film si possono di fatto anche noleggiare, copiare e riconsegnare !).

Se esite la pirateria è perchè:
1- i prezzi sono davvero alti per i film al cinema e per l’ acquisto dei film in Dvd
2- non c’è la TOTALE disponibilità di TUTTI i titoli dei film esistenti.

Il fatto di poter scaricare gratuitamente cose che prima si pagavano, ha cambiato il modo di pensare. Ad esempio nella musica: prima si vendevano dischi su dischi, ora i dischi non si vendono più come prima, e gli artisti per guadagnare devono suonare dal vivo, questo ha portato ad un aumento di concerti, soprattutto negli ultimi anni. Per quanto riguarda i film, ultimamente al cinema escono di continuo troppi megacolossal che costano miliardi di effetti speciali e che nel giro di un mese sono già caduti nel dimenticatoio, come anche i film da cinepanettone sullo stile di “vacanze di natale” che sono dei film senza idee, ovvio che poi la gente diserta le sale al cinema, non certo per la pirateria, anche perchè poi questi film approderanno comunque gratis in televisione. I film e i dischi che vendono di più, probabilmente, sono quelli che la gente ritiene abbiano un valore e che è contenta (o quasi !) di pagare. Poi viene anche da chiedersi: allora se registro un film dalla tv commetto un reato ? E se lo passo ad un amico ? E se lo passo a 100 amici ? E se traduco un film o un videogioco che non sono mai arrivati nel mio paese e magari è roba di trent’ anni fa che non si trova (se non di seconda mano, con prezzi assurdi e senza che i detentori dei diritti possano guadagnarci) allora ho fatto un bene o un male a farlo conoscere a quanta più gente possibile ? Come può la legge sul copyright durare ben 95 anni estendendosi a ben oltre la morte dell’ autore di un’ opera ? Non sarebbe meglio se durasse 20 o 30 anni, anche per incentivare la creatività della gente e per non lasciare intere generazioni a campare sempre sulla stessa idea ? E ancora: chi l’ ha detto che un attore o un cantante, per quanto bravi, debbano guadagnare miliardi ogni mese ? Che si accontentino della fama, tanto per uno spot arrivano a guadagnare anche 300.000$… non penso che per un loro album o un loro film scaricato dal web i loro figli non potranno cenare. Molti attori e cantanti pretendono invece di fare sempre più soldi e la menano con la pirateria !

Quando viene scaricato un film appena uscito al cinema c’è una perdita per la major, ma se si parla di film fuori distribuzione, usciti dai cataloghi da un bel pò d’ anni, reperibili quasi esclusivamente sul web, o comunque ormai film privi di profitto, scaricarli non è poi così sbagliato. Si parla di crisi del cinema, ma non mi risulta che gli attori facciano la fame, o che i colossal insulsi ma da millemila miliardi non facciano incassi. L’ Arte è di tutti. Il cinema non dovrebbe avere padroni e gli artisti è giusto che vivano di quello che producono. Se una persona scarica 10 film al giorno non vuol dire che, senza la pirateria, avrebbe comprato 10 film al giorno, quindi la perdita di cui parlano le major non può essere quantificata… Uno dei problemi è che le major vogliono sempre più soldi e combattono la pirateria in maniera scriteriata. Con i mezzi odierni chiunque può comporre un disco o girare un film e metterlo in rete gratis e molti già lo fanno, se gli specialisti del settore pensano che il gioco non valga più la candela che si mettano da parte: continueremo ad avere film e musica tranquillamente, prodotta da qualcuno che non pensa esclusivamente al ritorno economico o che è disposto ad accontentarsi di uno stipendio onesto, come tutte le altre persone comuni.

Inoltre c’è da dire che produrre un disco musicale non costa quanto produrre un film-kolossal, quindi se i cantanti hanno pochi introiti e rischiano di andarci in perdita che si accontentino dei soldi che guadagnano (che sono migliaia di migliaia di euro, in ogni caso) oppure che si trovino un altro lavoro. Se una casa cinematografica produce un film che la impegna economicamente è perchè uno specialista del mercato gli assicura che, con ogni probabilità, i guadagni saranno nettamente maggiori delle spese affrontate, non ci andranno comunque in perdita. Le vere perdite delle case cinematografiche sono date dai film che realizzano con maxi-budget e che alla fine risultano dei fallimenti epici perchè hanno trame prive di idee nuove, e soprattutto le perdite derivano dai film che vengono iniziati e non vengono terminati. Il caso dell’ attesissimo film basato sul videogioco Halo è emblematico. Nel 2004 iniziano i lavori: budget stimato totale 75.000.000 $. In fase di pre-produzione si rendono conto di avere già speso 135.000.000 tra diritti, ingaggi, attrezzature e accordi tra le due case di produzione 20th Century Fox e Universal Pictures nonchè la detentrice dei diritti: la Microsoft. Il progetto si ferma, nel 2007 viene ufficialmente cancellato. Queste sono le Grandi Vere Colpe delle case cinematografiche. Ma non mi sembra che di questo si lamentino. E poi la colpa di chi è ? Di un ragazzino che scarica film ? Ma mi facciano il piacere !

Articolo a cura di IL MiB

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2 Commenti al post “Chiusura di Megaupoload e Megavideo. Film in streaming e pirateria: colpa delle major ?”


  1. Lavos scrive:

    Bell’ articolo. Oltre tutto vorrei citare un esempio di film costato tantissimo e mai realmente terminato: The cobbler and the Thief (la lavorazione richiese più di 30 anni). Se oggi vediamo le scene girate, certo sono spettacolari, ma una semplice animazione in computer grafica fatta in flash ormai può offrire effetti speciali analoghi. Valeva la pena di spenderci milioni ?

  2. il MiB scrive:

    Hai ragione Lavos: il film The cobbler and the Thief fu distribuito in due versioni e con due titoli, pesantemente tagliato. Le due versioni erano molto diverse, sia tra loro che dal progetto iniziale. Ma questo perchè i realizzatori vollero fare il passo più lungo della gamba, producendo qualcosa che non erano palesemente in grado di fare, anche per via dei costi e della scarsa tecnologia dell’ epoca, oltre che della storia per nulla attraente e/o originale. Fatto sta che andarono sì buttati milioni di dollari, ma almeno all’ epoca non esisteva la pirateria. Oggi il discorso è diverso, nulla più del cinema è una strana fusione tra arte e industria, con tutti i pro e i contro che ne conseguono, ma il Cinema deve anche prendersi le sue responsabilità, cosa che non fa assolutamente Mai.

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