Il film “Focaccia Blues” con Lino Banfi, Michele Placido, Renzo Arbore. Film in uscita dal 17 Aprile 2009

marzo 27, 2009 8 Commenti »

il-film-focaccia-blues-con-lino-banfi-michele-placido-renzo-arbore-film-in-uscita-dal-17-aprile-2009Uscirà al cinema dal 17 Aprile 2009 il film-commedia tutto italiano “Focaccia Blues” prodotto da Alessandro Contessa con la regia di Nico Cirasola. Il cast del film vede la partecipazione speciale di Renzo Arbore, Lino Banfi e Michele Placido.
Il film “Focaccia Blues” racconta una storia vera accaduta in Puglia. “Focaccia Blues” parla infatti della piccola focacceria pugliese del panettiere Luca Digesù che proprio valorizzando i prodotti tipici della Puglia, è riuscita a mettere in crisi e a far chiudere un grande McDonald’s di 550 metri quadri aperto ad Altamura. Il film “Focaccia Blues” è quindi “la storia vera della focaccia che mangiò l’ hamburger”: ovvero, la rivincita della focaccia di Altamura e del panettiere pugliese Luca Digesù.
Il film descrive la vittoria del piccolo mondo dell’ imprenditoria italiana che valorizza il genuino prodotto alimentare Made in Italy e si oppone alla globalizzazione delle catene di McDonald’s. Nel film “Focaccia Blues” la globalizzazione è intesa nell’ aspetto della massificazione dei gusti, tipica dei McDonald’s. La focacceria pugliese vince infatti grazie a poche armi semplici e tipiche della sana tradizione gastronomica italiana: la qualità e la genuinità dei prodotti, e tanta simpatia.
LA VERA STORIA DELLA RIVINCITA DELLA FOCACCIA DI ALTAMURA
Nella storia vera accaduta realmente in Puglia ad Altamura, Luca Digesù aveva un locale proprio vicino al nuovo McDonald’s e decise quindi di aprire una piccola panetteria in cui produrre la sua specialità: la focaccia. La concorrenza del panettiere pugliese di Altamura mise sempre più in crisi il vicino McDonald’s che dopo pochi mesi fu addirittura costretto a chiudere bottega!

LA TRAMA DEL FILM “FOCACCIA BLUES”
Nella trama del film, la storia vera del panettiere Luca Digesù è raccontata in stile documentario attraverso l’ esperienza degli abitanti del paese di Altamura, il giornalista francese (Eric Jozsef) e l’ avventura di Onofrio (Onofrio Pepe), arrivato dall’ Italia negli Stati Uniti armato di focacce per far conoscere agli americani tutta la bontà della focaccia italiana.
Alla storia vera raccontata nella trama del film “Focaccia Blues”, si unisce poi la fiction del film: l’ amore di Dante (Dante Marmone), un fruttivendolo amante della qualità, per Rosa (Tiziana Schiavarelli), una sua cliente abituale. Dante è un fruttivendolo che tiene così tanto alla qualità dei suoi prodotti da girare per le campagne pugliesi con la sua Ape per raccogliere gli ortaggi dei contadini. Dante si innamora di Rosa, ma Rosa sembra essere piuttosto affascinata a Manuel (Luca Cirasola): uno strano e bizzarro personaggio in stile “anti-eroe western moderno” arrivato ad Altamura con una Corvette del ’72 che inizia a corteggiare Rosa.
Il fruttivendolo Dante farà di tutto per riconquistare la sua Rosa dalle avances di Manuel.
La loro storia si intreccia alla storia vera del panettiere di Altamura che con la sua focaccia è riuscito a far chiudere un negozio di McDonald’s.

LINO BANFI, MICHLE PLACIDO E RENDO ARBORE NEL FILM “FOCACCIA BLUES”
Nella trama del flm “Focaccia Blues” ci sono inoltre le continue e simpaticissime incursioni di due personaggi Tv interpretati da Lino Banfi e Renzo Arbore. I due attori sono infatti i protagonisti di uno sketch di “telecucina” in cui litigando continuamente per i motivi più futili: “è più buono il fungo Cardoncello o il Lampascione ?”.
Non manca anche l’ incursione di un nostalgico proiezionista cinematografico interpretato da Michele Placido e di un combattivo esercente di una piccola monosala d’essai interpretato da Nichi Vendola.

IL TRAILER DEL FILM “FOCACCIA BLUES”
(in uscita al cinema dal 17 Aprile 2009)

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8 Commenti al post “Il film “Focaccia Blues” con Lino Banfi, Michele Placido, Renzo Arbore. Film in uscita dal 17 Aprile 2009”


  1. clara scrive:

    Sono nata e vivo ad Altamura e ci terrei ad informarvi che la storia del piccolo fornaio altamurano che sconfigge McDonald’s è completamente inventata. Bella, affascinante, intrigante ma completamente inventata.
    Quando il piccolo fornaio ha aperto la sua rivendita, era già stato deciso di chiudere il McDonald’s di Altamura perchè ipertrofico. Abbastanza frequentato ma non a sufficienza. In città lo sapevano tutti e lo ha confermato subito dopo la chiusura il manager responsabile che ha ammesso l’errore di valutazione. Aspettavano solo che scadesse il contratto, due o tre mesi dopo. Occupava una superficie sconfinata, in centro, con un affitto elevatissimo. Figurarsi che ora nello stesso locale ci sono, comodamente, una banca ed un negozio di abbigliamento. A Bari, l’unico McDonald’s della città occupa una superficie dieci volte inferiore.
    La trovata pubblicitaria per lanciare il piccolo fornaio, è frutto della mente vulcanica di un buontempone (che conosco molto bene) che ha fatto anche il giornalista per un importante quotidiano nazionale, che non esiste più. Spesso inventa notizie affascinanti, ma quasi sempre non ci crede nessuno. In questo caso la cosa gli è sfuggita di mano: prima ci è cascato (non so quanto in buona fede) un ex collega che l’ha pubblicata su di un famoso settimanale nazionale, poi ci è cascato un ignaro giornalista di Liberation e infine ci è (quasi completamente) cascato un giornalista del New York Times. La notizia ha fatto il giro del mondo ma, ripeto, era inventata. Sarebbe stato bello che fosse vera. Adesso fa comodo continuare a diffonderla anche perché ha un grande fascino: Davide che sconfigge Golia e cose simili. Diventare famosi fa piacere a tutti.
    Ho due figli adolescenti e vi posso garantire che loro e tutti i loro coetanei, la focaccia non sanno neppure cosa sia. Preferiscono ingozzarsi con equivoci panini e pizzette scongelate (prodotte chissà dove con chissà cosa) in rumorosi locali sempre pienissimi. Nel locale di McDonald’s, almeno l’igiene era garantita, i lavoratori avevano un contratto, venivano pagati regolarmente e non erano sfruttati lavorando più del previsto. Nei locali che frequentano i nostri figli, tutto questo non è quasi mai vero. E lasciamo perdere anche la qualità di certi prodotti da forno venduti in alcune panetterie (compresa quella del piccolo fornaio).
    Andate a vedere il film, ma sappiate che NON si basa su di una storia vera.

  2. jill scrive:

    …grazie per la sua lunga e articolatissima “dissertazione” sul film “Focaccia Blues” signora Clara di Altamura (almeno così lei scrive…), ma questa che lei suppone è davvero la verità oppure lei per caso lavora per una catena di McDonald’s ?
    Scusi tanto il dubbio, non si offenda, ma lei sembra difendere così tanto i McDonald’s che la domanda mi nasce spontanea.
    Non è la prima volta che un McDonald’s chiude e non funziona semplicemente perchè non siamo negli Usa: siamo in Italia e non sempre il cibo del McDonald’s piace…
    Comunque, dato che io non sono di Altamura, sarei davvero curiosa di sapere da altri abitanti di Altamura, oltre alla “verità” scritta dalla signora Clara, come sono andate le cose.
    C’è qualcun’ altro di Altamura che ne sa qualcosa?
    Io intanto il film “Focaccia Blues” me lo vado a vedere alla faccia dei McDonald’s!

  3. clara scrive:

    Nell’attesa che qualchun’altro di Altamura informato e spero in buona fede dica la sua, può leggersi un articolo pubblicato, su di un periodico on-line della nostra città, il 17 gennaio 2006. Non l’avevo letto prima, ma dice più o meno le cose che ho detto io
    (http://www.notizie-online.it/economia/mcdonald-ad-altamura-ecco-come-ando-davvero.html)
    Comunque, si sappia che non sono una fan di mcdonald’s. Infatti per poche volte che ci sono andata, mi è venuta la gastrite. Sono anche contenta che abbia chiuso. Parimenti, non proclamo acriticamente l’equazione locale/paesano/nostrano/tradizionale/tipico=genuino, perché spesso (ma per fortuna non sempre) in questi prodotti si utilizzano in piena legittimità e legalità materie prime ‘sofisticate’.
    E’ vero, Altamura è famosa per il suo pane e anche per le focacce, che i giovani comprano solo se hanno pochi soldi o hanno fretta. La sera, ripeto quello che ho già detto, per stare tutti insieme, preferiscono frequentare locali bui, rumorosi e affollati (il contrario dei mcdonald’s) dove purtroppo non mangiano la focaccia o i panini fatti con il pane di Altamura, ma ben altro.
    Questa tanto sbandierata cultura del cibo sano, tra i giovani, non c’è, purtroppo non c’è. Non siamo meno globalizzati che da qualunque altra parte. La televisione esiste anche da noi. Se i giovani hanno in parte snobbato mcdonald’s è solo perché avevano abitudini (non alimentari) diverse che si erano ormai radicate in tanti anni; si frequenta un altro tipo di locali già dai tempi in cui anch’io ero poco più che una ragazzina.
    Quindi ad Altamura il mcdonald’s non ha sfondato. Bene. Ma voler far credere che sia merito di un singolo fornaio questo non lo concepisco. Il famoso fornaio, che è, a quanto mi dicono, un bravo ragazzo onesto lavoratore, coinvolto suo malgrado (l’idea non è partita da lui) in questa trovata, adesso sarebbe milionario. A dimostrazione del fatto che è onesto, nel gennaio del 2006 ammetteva in questo blog (http://trashfood.com/2006/01/digesu_batte_mcdonalds_1-0.html), è l’ ultimo della serie che il fast food avrebbe chiuso anche senza di lui.
    A me ha dato fastidio solo la falsa notizia del Davide che sconfigge il Golia e niente altro. Per promuovere l’eccezionale qualità del cibo che si può mangiare dalle nostre parti, non servono le mistificazioni. Ma che Golia sia stato sconfitto, mi sta bene.

  4. Leo scrive:

    davvero Signora Clara, lei dovrebbe fare l’ avvocato! ma quanto accanimento, “Focaccia Blues” è solo un film, ci lasci sognare! così toglie tutta l’ enfasi.
    E poi se proprio si vuole parlare di “Verità” se la prenda coi politici che ci raccontano un sacco di menzogne…quelli sono veri problemi su cui accanirsi!

  5. Simone scrive:

    ma mi scusi tanto signora Clara, chi lo dice che noi ventenni non abbiamo la “cultura” del mangiare sano ??
    Io sono di Milano e ho 23 anni, qui certo che lo so bene le “schifezze” che ci rifilano in certi locali…la nostra epoca rilancia proprio il concetto del “benessere” in cui ricade anche l’ alimentazione… vengo sempre in vacanza in Puglia con la famiglia, bellissima regione e stupenda gente, non mi dica che con tutto il buono che si mangia in Puglia i ragazzi di lì non hanno la cultura del mangiare sano ?
    Io personalmente ho tantissimi amici pugliesi e la sanno bene la differenza tra mangiare sano e mangiare schifezze.
    La “cultura” c’è eccome, non faccia di tutta un’ erba un fascio.
    E in Puglia comunque si mangia nettamente meglio anche solo nei pub e locali rispetto a dove abito io!
    Se il film “Focaccia Blues” serve a rilanciare la “cultura” del mangiare sano, ma ben venga, al di là della verità che lei tanto ci tiene a sbandierare.

    Ragazzi ventenni Pugliesi e di tutta Italia: fatevi sentire, la “cultura” del mangiare sano ce l’ abbiamo anche noi!

  6. Claudio scrive:

    concordo, troppo accanimento signora Clara. Ma guardiamo piuttosto il MESSAGGIO del film al di là della “verità-non verità pompata” dei fatti.
    Io sono di Modena, e se avessero fatto un film intitolato “Piadina-Blues” su Modena ne sarei stato felice! Almeno un pò di pubblicità per Modena, così piccolina, si parla sempre di Bologna!
    Quando mai rifaranno un film su Altamura ? Almeno se ne parla, ed è anche una bella località!

  7. Francesco scrive:

    giusto! un pò di pubblicità per la Puglia non fa mica male! oltretutto bellissima la Puglia. Che male c’è se anche hanno “pompato” la verità in un film ?
    E’ appunto un film, non si sta mica facendo il processo alle intenzioni!
    Che “Focaccia Blues” parli del mangiar sano è un bene. La verità dei fatti è falsata? E allora ?

  8. Fulvio scrive:

    Stasera vado a vedere il film Focaccia Blues…. comunque non mi sembra che ci sia stato alcun accanimento della signora Clara contro il film, solo un desiderio di chiarire un aspetto non secondario legato al film. Mi sembra più che legittimo e nullla toglie alla qualità del film. Poi se qualcuno pensa che sia invece legittimo falsare la verità (a fin di bene?) …. va bè … che dire? Colpa di Clara?

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