“Il Sangue dei Vinti” del regista Michele Soavi con la partecipazione di Michele Placido, è un film tutto italiano che racconta lo scontro fra partigiani e repubblichini alla fine della Seconda Guerra Mondiale. La lotta politica di quegli anni è raccontata nel film “Il Sangue dei Vinti” attraverso la storia di una famiglia italiana lacerata dalle divisioni politiche: una famiglia con un figlio aggregato alle brigate partigiane e una figlia repubblichina. Il film “Il Sangue dei Vinti” è tratto dal libro di Giampaolo Pansa, un libro che ha suscitato molte polemiche, e anche la prima proiezione del film “Il Sangue dei Vinti” ha diviso il pubblico in sala.
Il regista Michele Soavi ha riscosso un grande successo con il film “Arrivederci amore, ciao”; ora Michele Soavi torna a parlare di storia italiana con questo nuovo film “Il Sangue dei Vinti” che parla dei valori della famiglia italiana della seconda guerra mondiale e dei legami di sangue divisi dalla guerra e dalla politica. Nella trama del film, due fratelli scelgono strade opposte: il partigiano comunista Ettore (interpretato dall’ attore Alessandro Preziosi) e la sorella repubblichina Lucia (Alina Nedelea). Il terzo fratello Francesco (Michele Placido) rappresenta invece un’ ipotetica terza via: né con i partigiani né con i fascisti ma solo con il proprio dovere. Francesco è infatti un commissario che vuole indagare sulla misteriosa morte della prostituta Anna-Costantina (interpretata dall’ attrice Barbara Bobulova).
Il film “Il Sangue dei Vinti” uscirà al cinema dall’ 8 Maggio 2009.
LE POLEMICHE DURANTE LA PRIMA PROIEZIONE DEL FILM “IL SANGUE DEI VINTI”
La prima proiezione del film “Il Sangue dei Vinti” (all’ Auditorium di Roma in sala Sinopoli in occasione del Festival internazionale del cinema di Roma dell’ ottobre scorso) ha già diviso il pubblico in sala con reazioni e commenti al di là di quello che ci si aspettava.
L’ aspetto politico del film “Il Sangue dei Vinti” è ancora caldo e sentito. Lo stesso Giampaolo Pansa, autore del libro da cui è stato tratto il film, ha così commentato le reazioni del pubblico: “Ringrazio le tantissime persone presenti, ho sentito la loro tensione, gli sono due volte grato, sia perchè hanno applaudito, sia perchè hanno avuto il coraggio di contestarlo“. Il film “Il Sangue dei Vinti” è un adattamento del libro di Giampaolo Pansa, trae solo ispirazione dal libro e di fatto risulta molto diverso. Michele Placido nel ruolo del fratello Francesco Dogliani rappresenta lo smarrimento di tanti italiani in quegli anni.
Lo stesso Michele Palcido in risposta al pubblico diviso in sala ha condannato la cultura dominante che non fa luce su verità dolorosissime dell’ Italia, che nei libri di storia non vengono raccontate.
Al Festival internazionale del cinema di Roma è intervenuto anche Savino Pezzotta, figlio di un deportato in campo di concentramento, che ha posto l’ accento del dibattito sulla colpa nell’ “impiantarsi del regime in Italia”, individuando nel fascismo e in casa Savoia i responsabili ultimi del clima d’ odio di quegli anni in Italia.
L’ intervento dell’ onorevole Gasparri ha invece suscitato le proteste del pubblico in sala. Secondo Gasparri “i politici dovrebbero entrare meno in questi dibattiti, e far ragionare piuttosto gli storici. Occorrerà Il sangue dei vinti 2! Va infatti raccontata tutta la parte che va dal 46 al 47, in cui si massacrò gente che non c’ entrava nulla, e va fatto anche se dà fastidio a qualcuno“.
Ma secondo Giampaolo Pansa “Il film che auspica Gasparri non sarà mai fatto. Almeno non credo che la Rai o qualche altro produttore faranno un film sulla guerra civile. I grandi organismi istituzionali sono infettati dalla pressione dei partiti. Comunque Spero che serva tutto, anche le tensioni di questa sera, a rompere il muro di idee vecchie e incrostate su quel che è accaduto in Italia in quegli anni“.
Ma visto il clima “da stadio” in sala nella serata dell’ ottobre romano del 2008, questo obiettivo sembra lontano. Sarà nuova polemica con l’ uscita al cinema del film “Il Sangue dei Vinti” dall’ 8 Maggio 2009 ? Oppure il film passerà in sordina?
LA TRAMA DEL FILM “IL SANGUE DEI VINTI”
Il funzionario di polizia Francesco Dogliani (Michele Placido) ricorda alcuni momenti della sua vita alla fine della seconda guerra mondiale quando lui e la sua famiglia si trovarono coinvolti nelle rivolte partigiane e le nuove istanze della Repubblica di Salò. Con il fratello Ettore (Alessandro Preziosi) nello schieramento partigiano e la sorella Lucia (Alina Nedelea) repubblichina, Francesco non prende parte alla guerra intestina e decide di concentrarsi sul caso di una prostituta uccisa e della sua bambina, unica testimone oculare, data in custodia alla sorella gemella della defunta. Sullo sfondo la storia d’ Italia alla fine della Seconda Guerra Mondiale.
IL TRAILER DEL FILM “IL SANGUE DEI VINTI”
(Regia: Michele Soavi; Con: Michele Placido, Alessandro Preziosi, Alina Nedelea, Barbara Bobulova; film in uscita al cinema dall’ 8 Maggio 2009)

del libro di pansa il film ha preso solo il titolo. La sceneggiatura non convince.
Si nota il basso budget.
Placido unico attore che regge nel film, il resto degli attori sotto la sufficienza.
Le facce dei tedeschi, italiche al 100%, i veicoli rabberciati.
Vi sono degli errori anche storici.
La storia non convince, e non capisco dove si possano appigliare alcuni per fare polemica. Il film non racconta niente di nuovo contrariamente al libro dove si descrivono cose vere e che hanno dato noia ad alcuni.
Un sangue dei vinti ?
mah, cambiate sceneggiatore e regista.
Sono andato a vedere il film “Il Sangue dei Vinti” in un piccolo cinema di periferia della provincia di Bari in quanto non presente in nessuna delle numerose mega super multisale pugliesi. Volevo vederlo anche perchè incuriosito dalla lettura delle recensioni dei “megaesperti” critici cinematografici, che hanno definito il film come una “porcheria”.
Dopo la visione del film, una delle mie poche convinzioni (e cioè che i menzionati critici sono in gran parte delle meretrici ignoranti) si è rafforzata. Posso dare un solo consiglio: andate a vedere il film e non fidatevi di chi Vi consiglia “una notte al museo” o chi vince la “Palma d’ oro”.
Un non anonimo Umberto Fumarulo.
Non sono andata a vedere il film “Il Sangue dei Vinti” per motivi di tempo (due figli), ma sto leggendo il libro e se sulle prime l’ ho visto come un mero elenco nel proseguo, mi sono convinta che debba essere letto non solo da appasionati di storia come me ma sopratutto dai giovani. La storia ha sempre due faccie e ancora oggi ne viene fatta vedere solo una. Sono stati mesi duri e sanguinosi ma ignorandoli non spariscono.
Ho saputo dell’ esistenza del film “Il Sangue dei Vinti” solo recentemente. Visto il tema trattato, com’è successo per il film KATYN, è passato del tutto inosservato.
Questo la dice lunga. Ho visto i trailers, che non dicono nulla. Come succede spesso per i film italiani di guerra, sono scarsi da un punto di vista spettacolare. Ma di “schifezze” ce ne sono tante in giro. Meglio una “schifezza” che ti fa pensare sul nostro passato pittosto che una che lascia solo il rammarico di aver speso dei soldi per niente.
Come al solito questi film sono come le meteore. Dovrò aspettare che esca in DVD per vederlo, sperando che esca.
Il film “Il sangue dei vinti” di Michele Soavi è stato vittima della più meschina forma di ostracismo da parte dei critici che la storia del cinema ricordi. I recensori cinematografici hanno attaccato preventivamente il film, ancor prima di averlo visto, temendo potesse replicare il successo dell’ omonimo libro-inchiesta di Giampaolo Pansa con il risultato di intimidire i distributori i quali hanno fornito soltanto quaranta copie della pellicola, per tutt’ Italia, agli esercenti. Il film mette a fuoco le menzogne dei vincitori, le zone d’ ombra della Resistenza il cui mito, al pari di quello del West per gli Stati Uniti, deve essere visto nella sua autentica prospettiva, al di là della apologetica visione imposta dai cosiddetti “gendarmi della memoria”, per permettere al grande pubblico di guardare con occhi diversi, colmi di pietas, i vinti, indiani d’ America o fascisti non fa differenza, e comprenderne l’ immensa umanità celata dai faziosi detrattori incapaci di cogliere, per mero opportunismo, il legame fra la Storia e la Vita.
solo oggi 08-11-2009 sono venuto a conoscenza di questo film “Il Sangue dei Vinti” entrato e uscito in silenzio senza pubblicità, senza anteprima, mentre suppongo sia un film molto importante.
questo la dice lunga su come la presenza del controllo in italia sia ancora forte. franco tassone
Soltanto dieci anni fa sarebbe stato impossibile raccontare in questo modo al grande pubblico la storia della guerra civile italiana, “tutta ” la storia… Per cinquant’ anni i buoni, gli eroi sono stati solo da una parte, così voleva l’ indottrinamento delle giovani generazoni. Il trucco non regge più, la Storia (quella con la S maiuscola) alla fine vince sempre con buona pace di chi sulla favola partigiana ha costruito le proprie fortune politiche e sociali. Grazie Pansa, grazie Soavi per il film “Il Sangue dei Vinti”
Con il libro il film “Il Sangue dei Vinti” non centra nulla. Da criticare una regia inesistente, errori storici a quintalate, una produzione da ridere, effetti stupidissimi. L’ ANPI con i suoi 180 milioni di euro all’anno di contributi dello stato (pochi anni fa erano 400) se ne dovrebbe stare zitta per quei quattro libri che stampa e quel nulla che fa comunquie sempre di parte…
Condivido appieno il commento di Giuseppe sul film “Il Sangue dei Vinti” ! Ottima visione storica !
Ho visto il film “Il Sangue dei Vinti”, ho avuto la sensazione che fosse unidirezionale, come il film di Lee su Sant’ anna, ogni tanto uno zuccherino ai partigiani, ma l’ intento è quello di screditare la lotta partigiana. Ora è così, forse tra qualche anno il fazzoletto al collo di Garibaldi era nero e non rosso, oppure i partigiani guidavano senza patente. Per chi ha subito soprusi indescrivibili, vessazioni, uccisioni gratuite, familiari uccisi davanti ai propri occhi, non è facile pensare che una data interrompa il dolore, la voglia di giustizia (vendetta), e tutti i rancori. Fino a qualche anno fa in maremma dive vivo, ancora una donna che a Maiano Lavacchio ha visto uccidere i suoi tre figli, schiffeggiava, quando lo incontrava, il fascista che insieme ai Tedeschi li ha uccisi, e secondo me faceva bene. Si dimentica molto spesso chi ha voluto questo, con guerre e angherie varie. Spero che il tempo che passa non mi faccia fare la fine di Pansa. Fabio
quoto 1000% Elfofolle sul commento del film “Il Sangue dei Vinti” !
come si fa a dire “ottima visione storica… ?” !!
Mi pareva veramente strano che la Rai mandasse in onda un film tratto dal romanzo di Gian Paolo Pansa “Il sangue dei vinti”.
Infatti, nel film non compare affatto la tragedia dei vinti. A quando la seconda parte del libro di Pansa ?
é giusto che ci sia un film come “Il Sangue dei Vinti”, i partigiani rossi (ci sono altri gruppi di altre idee) non si sono limitati a combattere i fascisti ma si sono lasciati andare a delitti personali, alla ferocia degna di hannibal lecter, ad uccidere per il gusto di uccidere, in questo modo si sono screditati da soli. chi metterebbe una nazione in mano a questi ?
“Il Sangue dei Vinti” è un film più che decoroso, anzi di buon livello…
tante cose vanno dette.