Raul Bova nel film “Sbirri”: un film tra realtà e fiction. In uscita al cinema dal 10 Aprile 2009

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raul-bova-nel-film-sbirri-un-film-tra-realta-e-fiction-in-uscita-al-cinema-dal-10-aprile-2009Raul Bova torna ad interpretare un nuovo ruolo da infiltrato nel film “Sbirri”. Raul Bova veste infatti i panni del reporter Matteo Gatti. Per realizzare il film “Sbirri”, Raul Bova è stato realmente tra gli agenti in incognito della Polizia di Milano: travestito e reso irriconoscibile, Raul Bova ha filmato con una videocamera le vere azioni dei poliziotti infiltrati tra gli spacciatori. Raul Bova è stato per un mese lo spettatore-reporter di veri arresti, sequestri, pedinamenti, irruzioni e tragedie adolescenziali reali. La fiction del film “Sbrirri” si mescola quindi alla realtà: tutti gli arresti del film “Sbirri” sono reali, ripresi da Raul Bova con una piccola videocamera. Mettendosi realmente a rischio in prima persona, Raul Bova è stato un “reale Matteo Gatti reporter d’ assalto”, oltre che interpretarne il ruolo nel film “Sbirri”.
In questo senso il film “Sbirri” è un esperimento senza precedenti: rappresenta una fusione della fiction nella realtà. Una parte delle scene del film è recitata, ma la parte dominante del film “Sbirri” è rappresentata dalle scene della reale attività della squadra speciale della polizia antidroga di Milano, a cui si è aggregato il reporter tv Matteo Gatti: un Raoul Bova reso irriconoscibile dal trucco. Il film “Sbrirri” è quindi una contaminazione riuscita tra le vicende reali filmate in presa diretta dei poliziotti antidroga di Milano e la storia privata del personaggio di Matteo Gatti che perde un figlio adolescente proprio a causa di una pastiglia di ecstasi. Il film “Sbirri” nasce con una trama che serve solo a fare da cornice alla realtà. La storia del giornalista Matteo Gatti che vede morire il figlio in un incidente stradale è solo il pretesto per il viaggio reale del padre (Raul Bova) che cerca la verità sulla droga insieme agli agenti.

Il film “Sbirri” uscirà al cinema dal 10 Aprile 2009.

L’ IMPEGNO E IL CORAGGIO DI RAUL BOVA PER IL FILM-VERITA’ “SBIRRI”
Il regista del film “Sbirri” Roberto Burchielli conferma il grande impegno di Raul Bova per la realizzazione del film. In una delle prime operazioni reali con la squadra di agenti antidroga di Milano, dopo sei ore di appostamenti è scattato il blitz e Raul Bova si è sentito male: ha visto finire in manette un ragazzino minorenne che vendeva pacchi di pasticche. In quell’ occasione Raul Bova è realmente e umanamente crollato vomitando; la scena è stata filmata e inserita nel film “Sbirri” proprio a testimonianza della durezza dell’ impatto con una realtà come il mondo della droga tra gli adolescenti.
Il regista Roberto Burchielli coltivava da tempo l’ idea di contaminare la fiction con la realtà per realizzare un film-verità sulla scia di film come “Stato di paura” e “Cocaina”. L’ idea di Burchielli era realizzare un film mantenendo dominante la realtà dei fatti. Questa idea ha trovato riscontro positivo non solo in Raul Bova che ha accettato di mettersi in gioco in prima persona per la realizzazione del film “Sbirri”, ma anche nella moglie di Raul Bova: Chiara Giordano, che produce con Raul film di impegno sociale.
“Sbirri” è un film che vuole raccontare una storia di attualità in modo vero e diretto: è un film con la credibilità e l’ autorevolezza che di solito solo i documentari riescono ad avere. “Sbirri” porta lo spettatore dentro la realtà del mondo dello spaccio di droga e lo fa vivere in prima persona, proprio come lo ha vissuto in prima persona lo stesso Raul Bova infiltrato nella polizia antidroga di Milano.

LA TRAMA DEL FILM “SBIRRI”
Matteo Gatti (Raul Bova) è un giornalista Tv che, dopo aver perso il figlio per droga, decide di indagare e svolgere un’ inchiesta. Matteo viene quindi accolto nella Squadra Speciale della Polizia che combatte lo spaccio di droga a Milano. Matteo Gatti compie quindi un viaggio reale nel mondo della droga tra gli adolescenti alla ricerca dei motivi della morte del figlio e alla ricerca del colpevole. Il viaggio nel mondo reale della droga è anche un viaggio nel senso di colpa di Matteo Gatti e del suo sentirsi un genitore inadeguato. Matteo conosce e vede tutti gli aspetti del fenomeno droga: l’ espansione in tutte le classi sociali e tra ragazzi sempre più giovani. Ma Matteo Gatti conosce anche in prima persona la vita dei poliziotti che quotidianamente mettono a rischio la propria vita per combattere il fenomeno droga.