Il film “Triage” diretto dal regista Danis Tanovic, racconta l’ inumanità della guerra dal punto di vista di un fotoreporter. Ambientato alla fine degli anni ’80 nel Kurdistan martoriato da Saddam, il film “Triage” racconta la storia di un fotoreporter che documenta la guerra cercando di non farsene coinvolgere, ma che si ritrova a fare i conti con la propria capacità di convivere con il dolore. Il film “Triage” si può scomporre in due parti principali: l’ esperienza della guerra del fotoreporter Mark (interpretato da Colin Farrell) nella fase pre e post-trauma. Nella prima parte del film “Triage” vengono affrontati gli orrori fisici della guerra, nella seconda parte del film vengono evidenziati gli orrori psicologici e i ricordi della guerra. Il tutto però non viene raccontato dal punto di vista di un soldato, ma dal punto di vista di un fotoreporter. Nel film “Triage” vengono esposte anche considerazioni sul ruolo dei media e sulle responsabilità occidentali della guerra. “Triage” è un film che offre una riflessione profonda sulla vita e la morte.
“Triage” (dal francese: smistamento) è la pratica con cui negli ospedali si attribuisce un colore (rosso, giallo, verde e bianco) per indicare il livello di gravità del paziente ricoverato. Nel film “Triage” questa parola assume un significato molto più atroce e drammatico: il fotoreporter Mark Walsh (Colin Farrell) offre un reportage su un ospedale da campo curdo senza mezzi e medicine sufficienti, in cui il medico sceglie tra due soli colori, giallo per chi ha speranza di vivere, blu per chi non ne ha. Se il medico decide per il blu, allevia le sofferenze con un colpo di pistola.
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Il film “Triage”: un film sugli orrori della guerra con gli occhi di un fotoreporter. Film al cinema dal 27 Novembre
