Valeria Golino è Armida Miserere nel film “Come il Vento” con Filippo Timi

agosto 21, 2012 Ancora nessun commento »

Il nuovo progetto cinematografico di Valeria Golino è il film Come il Vento del regista Marco Puccioni, in cui Valeria Golino interpreta il ruolo della protagonista del film: Armida Miserere, la direttrice di carceri morta suicida. Accanto a Valeria Golino, nel nuovo film Come il Vento ci sarà anche Filippo Timi nel ruolo del compagno di Armida Miserere. Le riprese del film saranno girate in varie carceri d’ Italia, tra cui il carcere di Pianosa.

L’ uscita al cinema del film Come il Vento è prevista per il 2013.

Valeria Golino ha intanto terminato le riprese del suo film Vi Perdono: un film sull’ eutanasia con cui Valeria Golino fa il suo esordio come regista (trovate maggiori informazioni sul film qui: Valeria Golino alla regia del film Vi Perdono).

La storia vera di Armida Miserere

Armida Miserere è stata una delle prime donne direttrici di carcere: una donna dura e discussa che incuteva timore ma anche rispetto e che godeva dell’ amicizia di magistrati come Giancarlo Caselli e Alfonso Sabella. Laureata in criminologia, figlia di un militare, abituata a dare valore alla disciplina, Armida ha iniziato la sua carriera a 28 anni nel carcere di Parma. Durante il difficile periodo della mafia, del terrorismo e della P2, Armida Miserere ha ricoperto per 20 anni l’ incarico di direttore in vari carceri di massima sicurezza in Italia: il supercarcere di Opera, quelli di Voghera (carcere di detenzione delle terroriste “irriducibili”), Pianosa (carcere di detenzione dei boss mafiosi a regime 41 bis), l’ Ucciardone a Palermo, e poi i carceri di Torino, Ascoli Piceno, Spoleto, Lodi, San Vittore a Milano e infine Sulmona.

Per la sua concezione intransigente del carcere, Armida Miserere si era fatta una fama da donna dura. Proprio i boss mafiosi del 416 bis dell’ Ucciardone di Palermo, gli stessi che hanno stappato in cella bottiglie di champagne per festeggiare le stragi di Falcone e Borsellino, hanno soprannominato Armida Miserere “fimmina bestia”. Secondo la concezione di Armida Miserere, il ruolo del carcere doveva essere quello di recuperare il detenuto per reinserirlo nella società, ma il carcere doveva comunque essere tale: un carcere, non un “grand hotel”. Negli anni, Armida Miserere ha comunque sostenuto percorsi di rieducazione in carcere, come alcune edizioni di “IngressoLibero” in collaborazione con l’Associazione Sulmonacinema, e corsi scolastici da effettuare in carcere anche per i detenuti di alta sicurezza.

Ma il 19 aprile 2003 Armida Miserere si è uccisa con un colpo di pistola alla testa nella sua abitazione annessa al carcere di Sulmona. Accanto a lei c’era solo il suo cane e sul letto c’era la foto del suo compagno Umberto Mormile: educatore del carcere di Opera, assassinato nel 1990 a Milano. Armida ha lasciato anche una lettera in cui ha accusato gli assassini del compagno. L’ omicidio di Umberto Mormile ha segnato profondamente Armida, che per molti anni non ha avuto giustizia, pur avendo fin dall’ inizio comunicato agli inquirenti i suoi sospetti, poi rivelatisi veritieri. I responsabili della morte di Umberto Mormile sono stati individuati solo nel 2011, ben 11 anni dopo l’ omicidio, grazie ad un maxiprocesso contro la ndrangheta e la camorra a Milano. Il rinvio a giudizio alla Prima Corte d’ Assise era stato fissato per il maggio 2003, ma Armida si era già uccisa.

Il libro su Armida Miserere

Sulla storia di Armida Miserere è uscito anche il libro intitolato “Miserere: vita e morte di una servitrice dello Stato”, scritto da Maria Cristina Zagaria, giovane cronista di giudiziaria di Repubblica. Questo libro è la biografia di Armida Miserere. La sua è stata una vita senza sconti, segnata da paure e minacce di morte, da solitudine e ostilità. Ma soprattutto la vita di Armida Miserere è stata segnata da un dolore che non si è mai placato: la perdita del suo compagno Umberto Mormile, assassinato da un gruppo di camorristi ai quali aveva negato i permessi a pagamento.

Il libro di Maria Cristina Zagaria mette a nudo le tante falle del nostro sistema carcerario italiano, troppo spietato con chi è debole e troppo permissivo con chi invece ha la capacità di corrompere e intimidire. Questo è un libro per chi vuole andare oltre la cronaca: Miserere è un libro che attinge anche da documenti inediti forniti dalla famiglia di Armida, è un libro che scava a fondo nella sua storia e ne ricostruisce la vita pubblica e privata.

Tag: , ,
Di

Lascia un commento